8. Manifestare a caro prezzo

Ultima modifica 5 aprile 2018

Il 4 marzo 1921 Enrico Ciampi viene ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da un gruppo di fascisti dalla Villa Serlupi. Ciampi era un contadino ed era stato tra i fondatori di una delle prime sezioni pisane del Partito comunista a Barca di Noce, dove si era costituito un nutrito gruppo antifascista. Il 4 marzo si trovava alla testa di un corteo popolare che si stava dirigendo verso l'abitazione di Domenico Serlupi, ras del fascio di San Frediano, che nei giorni precedenti aveva investito una bambina di 3 anni. Mentre il corteo avanzava, dal gruppo dei fascisti posti in difesa della villa, improvvisamente venivano sparati alcuni colpi, ferendo mortalmente Enrico Ciampi, mentre la folla, caricata dai carabinieri, si disperdeva.
La notte successiva la violenza fascista si scaglia contro il gruppo antifascista di Barca di Noce, con l'appoggio delle guardie regie e dei carabinieri. Molti esponenti antifascisti vengono percossi, bastonati e arrestati. Venivano inoltre distrutte le sedi del Partito comunista, di quello socialista e del locale Circolo operaio.
Tra i danni subiti dalla comunità di San Casciano negli anni del secondo conflitto mondiale, si ricorda inoltre l'abbattimento della torre campanaria: inaugurata nel 1897, fu minata dai genieri tedeschi il 17 luglio 1944.

Bibliografia:
R. Vanni, Fascismo e antifascismo in Provincia di Pisa dal 1920 al 1944, Pisa, Giardini, 1967.

Collocazione targa: San Casciano, Strada Comunale di Filicaia.


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