2. L'eccidio di Pettori

Ultima modifica 5 aprile 2018

Nell'agosto 1944 il comando germanico di presidio al nostro territorio emise un bando in cui si poteva leggere: nei monti pisani vi sono alcuni gruppi di partigiani colpevoli di aver ucciso o ferito dei soldati tedeschi nonché di aver tagliato linee telefoniche delle forze armate tedesche. Perciò viene emanato il seguente ordine: tutti gli uomini all'età di 16-50 anni devono lasciare i monti. Tutti quelli che si incontrano ancora nei monti e nei paesi per i quali è stato ordinato lo sfollamento verranno sospettati di essere partigiani. Alcuni uomini che rientravano nel bando si consegnarono ai tedeschi, altri tentarono di nascondersi in casa o nelle campagne.
I rastrellamenti che ne seguirono portarono all'esecuzione sommaria di vari cascinesi. Soltanto a Pettori, il 9 agosto, si contarono 6 vittime, cinque fucilate lungo un muro in Via di Pettori ed una nella propria abitazione: Avaro Calderini, Francesco Bizzarri, Misach Manetti, Remo Giacomelli, Terzilio Giacomelli e Vincenzo Manetti.

Collocazione targa: Pettori, via di Pettori.

Archivio Storico Comune Cascina, Carteggio n. 66, carta sciolta s.d. Negli elenchi dei caduti per la libertà compaiono i nomi delle vittime dell'eccidio di Pettori.


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