I monumenti sul territorio

CHIESA DI S. GIORGIO DI BIBBIANO
La chiesa di S. Giorgio a Bibbiano ha la fondamentale struttura romanico-pisana. A una sola navata di dimensioni piuttosto notevoli, si distingue da tutte le altre chiese della sua fattura, non solo per avere la facciata rivolta a mezzogiorno, ma anche perché è tronca al vertice, dove culmina in una piccola e pesante bifora a vela. Sulla facciata della chiesa è visibile una piccola lapide che indica l’altezza delle acque dell’Arno, nell’alluvione del 1855.

CHIESA DI SAN LORENZO A PAGNATICO
Edificio romanico di ampio impianto, a una navata, edificato, con quasi assoluta certezza, tra XI e XII secolo. L’unico portale d’accesso alla chiesa che si apre sulla facciata è sormontato da una lunetta. Il timpano di coronamento presenta, come la pieve di Santa Maria a Cascina, una fessura a forma di croce al centro e due oculi ai lati. Il campanile ad impianto quadrato è suddiviso in tre fasce.

SAN LORENZO ALLE CORTI
La chiesa intitolata a San Lorenzo Martire, rivela la sua originaria struttura romanica. Ad una navata, senza abside, porta sulla facciata due riproduzioni di un antica epigrafe che attribuiva l’edificazione della prima San Lorenzo all’anno 1046 pisano, ossia al 1045. Gravi danni ebbe a subire nelle famose inondazioni del 1333 in seguito allo straripamento dell’Arno. Il dono della reliquia di un dente del martire San Lorenzo, è ricordato in un’epigrafe ora murata nell’interno della pieve, nella parete sinistra sotto la cantoria.

SAN BENEDETTO A SETTIMO
La chiesa della Madonna del Piano ad unica navata, conserva ancora le pareti originarie, come gli stipiti della porta laterale che sono cinquecenteschi. All’interno si possono ammirare numerosi affreschi del 1500, dipinti a olio su tela, una tempera su tela e una interessante pala d’altare del 500. Le opere che meritano più attenzione sono l’icona trecentesca della "Madonna del Piano" e il "Paliotto d’alabastro" del 1300, di cui esistono in Italia solo altre opere analoghe, a Napoli, a Venezia e a Ferrara.

SANTUARIO DI MADONNA DELL’ACQUA
Il Santuario di Madonna dell’Acqua il cui progetto si deve all’architetto Jacopo Maruscelli, sorge nel 1613. Edificio a croce greca presenta un originale sistema di copertura a capriate con travi decorate. L’esterno è rivestito in mattoni a faccia vista mentre l’ingresso è un bel portale in pietra serena. Il campanile in mattoni a pianta quadrata del 1642 è sormontato da una cupola. All’interno sull’altare maggiore è collocato un affresco di anonimo del 500, che raffigura la Madonna in trono con il Bambino.

SAN CASCIANO A SETTIMO
La chiesa di San Casciano a Settimo fu rinnovata nel XII secolo su di una chiesa preesistente. La Pieve in stile pisano è a tre navate, con 12 colonne di marmo bianco. Fabbricata tutta di pietre verrucane lavorate a scalpello, si caratterizza per le architravi dei tre grandi portali, scolpite da Biduino nel 1180, nelle quali sono rappresentate scene d’interesse religioso. E’ l’unica Pieve del territorio che all’esterno presenta un pur ridotto bestiario. All’interno della Pieve, notevole una terracotta invetriata, di scuola Robbiana, raffigurante il battesimo di Cristo.

LA CHIESA DI SAN JACOPO (S. TORPE’) ZAMBRA
La chiesa di S. Jacopo è una delle rarissime ancora leggibili chiese alto medievali presenti in Italia. La struttura architettonica risulta databile al IX secolo, come testimonia l’eccezionale ciclo di affreschi. che la decorano. L’edificio è costruito ad una sola navata, con abside circolare ed ha scoperte sette pavimentazioni. Il Campanile è del XIII secolo.

LA BADIA DI SAN SAVINO A MONTIONE
Il complesso dell’abbazia è databile tra il 1118 ed il 1134. La chiesa costruita con blocchi di calcare del Monte Pisano, presenta la tipica struttura monastica a navata unica, con presbiterio "a T" e abside semicircolare. Un timpano conclude l’edificio con tetto a capanna. La chiesa era dotata di un bellissimo campanile a pianta rettangolare che fu distrutto nel 1943. Sul lato ovest si trova l’ingresso al monastero, costituito da un ampio arco a tutto sesto.

CASTELLO DI RIPOLI
Il castello di Ripoli risale alla seconda metà del XIV secolo e presenta la struttura tipica delle ville o fattorie fortificate della fine del 300. Il castello risulta a pianta approssimativamente quadrata, ed era corredato da 4 torri angolari. Quando fu costruito inglobò, fortificandola un precedente edificio turriforme. Le torri, oggi mozze, emergevano rispetto all’altezza delle mura che sono in pietra calcarea del Monte Pisano.

IL POLITTICO DELLA CHIESA DI RIPOLI
Nella chiesa settecentesca dei SS. Andrea e Lucia di Ripoli è custodita una preziosa opera di Barnaba da Modena commissionata, dalla ricca famiglia di mercanti pisani Compagno. La Pala era destinata all’altare maggiore della chiesa e risale alla seconda metà del secolo XIV. L’opera presenta al centro la Vergine che allatta il Bambino, contornata da angeli reggi cortina e santi.

CHIESA DI SAN MINIATO IN MARCIANA MINORE (MARCIANELLA)
La chiesa di S. Miniato di Marcianella di forma rettangolare, con 5 finestre a feritoia è un autentico gioiello dell’arte Romanica del X secolo.
Sopra la facciata si può ammirare un campanile a "vela o ventola" con campana. Nell’interno della chiesa vi è una caratteristica pila per l’acqua Santa poggiata su una colonna di granito.
Sull’Altare vi è una tavola del XIV secolo della scuola del Ghirlandaio.

 

 

 

 LE ANTICHE VILLE DEL TERRITORIO

1) Villa Barasaglia (oggi Gambini)

(S. Lorenzo alle Corti, Via R. Berretta)

Dimora lussuosa, costruita in occasione delle nozze di Teresa Barasaglia con Gherardo Gherardi Del Testa, avvenute nel 1818. Fu voluta dal padre della sposa per primeggiare sui conti Di Lupo Parra, che proprio in quegli anni andavano acquistando numerose proprietà nel contado pisano.

2) Villa Baldovinetti (attualmente di proprietà della famiglia Zalum)

(S. Giorgio, Via Tosco Romagnola)

Appartenuta alla famiglia Baldovinetti, di origine fiorentina, come casa per le vacanze fino al 1863, anno in cui fu acquistata dalla famiglia Zalum, ricco casato livornese. Oggi disabitata, mostra ancora pressoché intatte le antiche strutture architettoniche.


3) Villa Lanfranchi Chiccoli Aulla Prini (oggi Zalum)

(S. Casciano, Via di Mezzo Nord)

Esempio di villa fattoria, con facciata lineare e imponente, con importanti annessi agricoli che costituiscono le due ali laterali e simmetriche della residenza. La villa è dotata inoltre di vaste proprietà terriere. Portata in dote alla famiglia Prini (importante casato pisano, che abitava in un palazzo sull’odierno Lungarno A. Pacinotti) da Camilla Aulla Poggi Carnesecchi, in occasione del suo matrimonio con Pier Gaetano Prini, celebrato il 21 settembre 1800

 

4) Villa Delle Quattro Stagioni, detta anche Villa delle Statuine

(S. Casciano, Via delle Statuine)

Situata molto vicina a Villa Zalum, si differenzia da questa per le minori dimensioni, e per la caratteristica facciata ornata con una serie di piccole statue, da cui, nella tradizione, è derivato il nome dell’edificio. Appartenuta, nei primi decenni del XIX secolo, alla famiglia Minetti, poi venduta alla Pia Casa di Carità di Pisa che tuttavia lasciò usufruttuaria della villa la signora Perelli Maria Grazia vedova Minetti.

5) Villa Curzio Scevoli, Upezzinghi, Roncucci, Del Carratore

(Titignano, Via di Titignano)

Villa di pregevole fattura e di vaste dimensioni, con ampio giardino all’italiana decorato con nicchie e statue e vasto parco alberato che si affaccia, tramite un imponente cancello, sul tracciato viario della Tosco Romagnola. Appartenuta nei primi decenni del XIX secoloall’antichissima famiglia pisana degli Upezzinghi.

6) Villa Serlupi

(S. Casciano, Via di Barbaiano)

Altro esempio di villa con annessa fattoria, con giardino interno e parco alberato situato di fronte alla villa, sul lato opposto della strada pubblica. Appartenuta nel secolo scorso al Marchese Spinola Giovan Battista e passataal Marchese Serlupi Girolamo il 20 settembre 18

7) Villa Remaggi

(Navacchio, Via Tosco Romagnola)

Costruita verso il 1850 per conto di Pietro di Matteo Remaggi. Complesso di edifici, di notevole volumetria e di particolare pregio architettonico, disposto su di una vasta area, con due grossi corpi di fabbrica posti ortogonalmente alla via Tosco Romagnola e prospicienti a queste, e un terzo corpo, la villa padronale, affiancato da un altro edificio costruito successivamente, arretrato verso la ferrovia e parallelo a questa. L’edificio principale architettonicamente più interessante è la villa padronale, affiancata da un lato dall’industria tessile, e dall’altro da un grazioso giardino. Gli altri edifici ospitavano una scuderia per il ricovero dei cavalli e delle carrozze, un piccolo teatro intitolato alla signora Margherita Remaggi Vivoli, una scuola per fornire ai dipendenti analfabeti i primi rudimenti della scrittura. Attualmente è occupato da alcune attività commerciali ed il complesso immobiliare ha quindi perso quell’immagine complessiva che aveva alla metà del secolo scorso.


8) Villa Ruschi

(S. Lorenzo alle Corti, Via di Mezzo Nord)

Villa seicentesca caratterizzata da un impianto architettonico degno di rilievo. Uno degli elementi di pregio di questa dimora è un’ampia scala in pietra e marmo. Residenza principale della fattoria è sempre stata abitata dal fattore e solo saltuariamente, dai nobili proprietari. Oggi disabitata è stata costruita ed è sempre appartenuta alla famiglia Ruschi, ultima erede e la Sig. Del Lupo Maria Vittoria vedova di RuschiLorenzo.

9) Villa Parra, San Severino

(S. Prospero, Via Di Lupo Parra)

Villa distribuita su tre piani con annessi atri edifici ad uso legnaia, limonaia, stalla, cantina- magazzino-granaio e un edificio uso Casa colonica residenziale, il tutto corredato da parco secolare. Costruita tra la fine del 1600 e la metà del 1700 dal punto di vista architettonico, decorativo e pittorico è stata rifinita e realizzata da maestridell’area laziale e non toscana. L’ultimo ciclo pittorico all’interno dei vani testimonia una grande abilità e maestria ed è databile nel periodo tra il 1750 e il 1780, oltre che in epoca ottocentesca quando la nuova famiglia dei San Severino succeduta ai Parra completò il blocco orientale della villa. Attualmente la villa appartiene all’immobiliare CA.BO S.r.l.con sede in Torino.

 

N.B. Tutte le ville in oggetto (con eccezione di Villa Baldovinetti attualmente abbandonata) sono di proprietà privata e quindi non visitabili se non dall’esterno