I monumenti a Cascina

I monumenti a Cascina

PIEVE DI S. MARIA - La Pieve dedicata a Santa Maria Assunta e a San Giovanni é la più antica del territorio di Cascina ed è già esistente, come chiesa, nel 750. L’edificio fu ricostruito tra il XI ed il XII secolo secondo lo stile romanico-pisano ed ha avuto successivamente due restauri nel 1795 e nel 1849. La facciata é caratterizzata nella parte inferiore da cinque arcate, ripetute in numero di tre nella parte superiore. L’interno a pianta basilicale con tre navate ed abside centrale, conserva opere di pregio tra le quali un affresco del 300 di Madonna col Bambino, una Vergine in terracotta del 1500, una pregevole acquasantiera del XII secolo.

CAPPELLA DEL SS. SACRAMENTO - Allineata a nord, comunicante con la Pieve, si trova la cappella del Sacramento in stile tardo barocco. Un tempo era una chiesa a parte, divisa dalla pieve da un cimitero. Interessante all’interno della Cappella una tela di Scuola Lucchese della fine del 600 che raffigura S. Caterina da Siena in atto di assistere gli ammalati.

ORATORIO DI SANTA CROCE - Secondo Oratorio di Cascina si trova sulla piazza della pieve. E’ in stile barocco e fu sede della Confraternita di S. Croce finché nel 1785, quando venne chiuso quello di S. Giovanni, fu adibito a Battistero della Pieve.

CAMPANILE - Struttura semplice e massiccia, realizzata con conci di calcare di Uliveto, è a pianta quadrata e affianca la chiesa; privo di decorazioni fu parzialmente ricostruito in laterizio alla sommità nella seconda metà del 400. Il campanile si conclude con una struttura piramidale.

PALAZZO STEFANINI - Di fronte alla Pieve di S. Maria di Cascina si può visitare il palazzo, ora sede della Misericordia, appartenuto all’agiata famiglia cascinese degli Stefanini dal 1647 fino al 1841. L’edificio, che nel 700 aveva dimensioni maggiori, prese origine dalla ristrutturazione di alcune case preesistenti. La facciata é in laterizio e con tre ordini di finestre rettangolari incorniciate da pietra serena, come il portale. Alla semplicità dell’esterno si contrappone la ricchezza decorativa dell’interno. Merita una visita l’ampio salone con ballatoio fastosamente decorato con gusto tardo barocco già sensibile al neoclassico.

ORATORIO DI S. GIOVANNI - Questo edificio (chiamato anche "magione") fu costruito nel XIV secolo e appartenne ai Cavalieri di Rodi e poi a quelli di Malta. La chiesa fu costruita in funzione degli affreschi che ne decorano le pareti interne che servirono da libro per i fedeli poveri e analfabeti (la cosiddetta Bibbia dei poveri). La pianta é a navata unica in due campate di uguale misura, coperta con volte a crociera. Il committente fu Bartolo Palmieri di Cascina cavaliere gerosolimitano. Tutta dipinta da Martino di Bartolomeo di Siena nel 1398 sviluppa storie dell’Antico Testamento, e in misura minore del Nuovo finalizzate all’evento della Crocifissione. L’edificio fu utilizzato prima come magazzino di legnami e zolfo, poi come stalla e falegnameria. Nel 1919 divenne proprietà delle Suore Teresiane di S. Martino che di recente hanno lasciato l’edificio. A partire dal 1921 vi furono interventi di restauro sia dell’edificio che degli affreschi, grazie all’interessamento di Monsignor Pasquale Stefanini.

TORRE CIVICA - L’imponente torre civica merlata e dotata di orologio si affaccia sulla piazza principale della cittadina in tutto il suo aspetto di presidio militare medievale, risaltato dal recente restauro del 1981.

CINTA MURARIA - I cascinesi provvidero a munirsi della cinta a difesa dell’intero borgo molto presto, così come é possibile riscontrare in una documentazione del 1293. Nel XIV secolo la struttura fu modificata e rafforzata. Nel 1385 vi fu un innalzamento delle mura tramite l’adozione di una continua merlatura "ghibellina" e la ripartizione del perimetro esterno delle mura fra 12 torri. Le balestriere (zone dove si collocavano i soldati durante il combattimento) di laterizio si intervallavano regolarmente a circa due metri da terra. Il tessuto murario testimonia le diverse fasi costruite con l’uso di materiali diversi, il verrucano per la prima fascia, materiale misto per la seconda e terza fascia. Un largo fossato cingeva l’intero perimetro murario e due sole erano le porte di accesso collocate sull’odierno Corso Matteotti: Porta Pisana e Porta Fiorentina, entrambe demolite dopo il 1889.